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PARLAMENT, 2009
Installation view at CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze

Temi fondamentali della ricerca di Thomas Feuerstein sono le modalità in cui le società si strutturano e le interazioni tra individuo e collettività, tracciando collegamenti e analogie tra arte e scienza, sociologia e biologia. L’artista austriaco definisce le sue opere come una “narrazione concettuale” che aspira a rendere visibili i principi che costituiscono i sistemi sociali.  
Parlament
traduce l’interesse dell’artista per l’analisi di forme di organizzazione sociale in metafore biologiche. L’opera costituisce una sorta di bio-reattore di vetro composto da una camera centrale collegata, tramite sei condotti, ad altrettante ampolle poste alla base dell’oggetto. All’interno delle ampolle sono collocati sei diversi ceppi di colture della specie di fungo mucillaginoso Physarum (del gruppo dei mixomiceti), particolare forma di vita non annoverabile come animale, pianta o batterio. Questo fungo è lungo circa centoventi centimetri ed è riconoscibile a occhio nudo come una sostanza giallastra, in grado di spostarsi fino a uno due cm all’ora. Durante il periodo di svolgimento della mostra queste cellule si muovono attraverso i condotti per giungere alla camera superiore in cui si trova una sostanza nutritiva. I mixomiceti possono scegliere di rimanere divisi o di fondersi in un unico organismo, chiamato plasmodio, che, sebbene presenta diversi nuclei distinti, può costituire un’unica cellula gigante (che può arrivare a occupare fino a molti metri quadrati di superficie). Il plasmodio, la meta-cellula che riunisce le diverse parti originarie in un unico “corpo biologico”, rappresenta dunque il simbolo dell’organizzazione sociale tra gli uomini, uniti in un unico “corpo sociale”.  
Feuerstein utilizza un oggetto da laboratorio scientifico per creare una metafora che illustra alcuni principi della coesistenza tra esseri viventi. Tra i possibili riferimenti impliciti spicca il modello sviluppato nel 1943 dello psicologo americano Abraham Maslow, la cosiddetta “piramide dei bisogni” (Hierarchy of Needs) che tenta una spiegazione dei meccanismi che regolano l’interdipendenza tra organismi e ambiente. Ciò che spinge gli esseri viventi a relazionarsi con il proprio ambiente è la realizzazione di bisogni, dapprima quelli primari e dunque fisiologici, seguiti poi da quelli sempre più astratti come il bisogno di sicurezza, l’appartenenza sociale, i bisogni individuali e, infine, quelli relativi alla realizzazione di sé. Anche l’uomo, secondo il modello di Maslow, segue questa logica per cui i bisogni più astratti diventano necessari solo quando quelli legati al corpo sono già soddisfatti.  
Completa l’opera una serie di stampe che crea riferimenti al bisogno degli individui di organizzarsi in forme sociali e strutture statali, sottolineando il parallelismo proposto da Feuerstein tra organizzazione socio-politica e processi biologici. Slogan come “E Pluribus Unum”, “Work on Social Flesh”, “Solitary / Solidary Cell”, “Empire Builder” o “Common Cell” enfatizzano il parallelismo tra il processo di unificazione “democratica” del plasmodio e il funzionamento di una democrazia reale, alludendo a posizioni o a motti politici. La frase “In P.O.P. We Trust” (che rievoca il celebre motto americano “In God We Trust” e in cui l’acronimo P.O.P. sta per “Point of Presence”, termine che indica un punto di accesso a internet condiviso da uno specifico gruppo di utenti, ma sta anche per “Plasmodium Organism Politics”) diviene slogan per questa riflessione che oscilla tra scienza, arte e politica.






PARLAMENT, 2009
Vetrina di mixomiceti con base
Glass Myxomyceten vitrine and base
170 x 85 x 75 cm
Courtesy Galerie Elisabeth & Klaus Thoman, Innsbruck

Thomas Feuerstein (1968, Innsbruck, AU dove vive e lavora) lavora come artista e autore nei campi delle arti visive e della media art. Ha studiato filosofia e storia all’Università di Innsbruck, dove ha conseguito un dottorato nel 1995. Dal 1992 al 1994 ha diretto con Klaus Strickner la rivista “Medien. Kunst. Passagen”. Nel 1992 ha fondato il Büro für intermedialen Kommunikationstransfer e l’associazione medien. kunst.tirol. Le sue opere e i suoi progetti comprendono installazioni, ambienti, oggetti, disegni, dipinti, sculture, fotografie, video, trasmissioni radio e net art. Tra le sue recenti mostre personali: (2011) “Poem”, 401contemporary, Berlino; (2010) “Manifest”, Kunstraum Bernsteiner, Vienna; “Where Deathless Horses Weep”, Galerie Elisabeth & Klaus Thoman, Innsbruck; (2009) “Daimon”, Kunstverain Ausburg. Tra le mostre collettive: (2011) IV Biennale di arte contemporanea di Mosca; Kunstforum Montafon, Schruns; “VERBALE II”, Kabelwerk, Vienna; “Familien-Erb-Teil”, Kunstraum Engländerbau, Vaduz; (2010) “Eat Art”, Kunstmuseum Stuttgart; “original/funktional”, Wiener Art Foundation, Vienna; “N.U.M.B. und du auch”, Kunstraum Innsbruck; “Malerei: Prozess und Expansion”, MUMOK, Vienna; “Austria la vista, baby”, TAF, Atene; (2009) “Eating the Universe”, Kunsthalle Düsseldorf; “CELLA”, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, Roma.

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