ARTIST TALK / Giacomo Costa

talk Giacomo Costa

Mercoledì 18 aprile, ore 18.00

In occasione dello spettacolo Il gioco dell’amore e del caso di Marivaux diretto da Piero Maccarinelli (Teatro della Pergola, 24-29 aprile), l’artista fiorentino Giacomo Costa parla della sua collaborazione come autore delle Scene e della sua installazione di immagini creata per lo spettacolo.

Ingresso gratuito

 

Biografia Giacomo Costa:

Attratto fin dagli inizi dalla possibilità di intervenire sulla realtà fotografata, trova la sua massima realizzazione nella scoperta delle possibilità di manipolazione che l’uso delle tecnologie digitali gli offrono. Nel 1996 esordisce con la serie degli Agglomerati, semplici montaggi di immagini ottenute con Photoshop, ma è a partire dal 1999 che abbandona la fotografia tradizionale, seppur elaborata, per dedicarsi esclusivamente all’uso delle tecnologie 3D. Con questi nuovi strumenti, gli stessi usati per gli effetti speciali del cinema, crea immagini e scenari fotorealistici ma inesistenti, ponendo la sua ricerca a metà tra la pittura e la fotografia. La sua riflessione parte da ciò che comunemente angoscia il mondo contemporaneo, i disastri naturali, le speculazioni, l’inquinamento, il devastante impatto ambientale dello sviluppo insostenibile, lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali traducendo queste ed altre tematiche in immagini. Le immagini di Giacomo Costa, come dice Norman Foster nell’introduzione al libro The Chronicles of Time, “…sono come le rovine di una civiltà perduta, che potrebbe essere la nostra. Grazie a questa potente visione, ci ricordano soprattutto la fragilità del nostro mondo artefatto e i presupposti civici che lo hanno sostenuto fino ad oggi.”

Nel 1999 partecipa alla VIII Biennale Internazionale di Fotografia di Torino e alla XIII Quadriennale di Roma. Sempre nel 1999 espone nella galleria bolognese di Lucio Dalla. Nel 2000 viene invitato al Contemporary Art Center di New Orleans nella mostra Photography Now. Nel 2002 inizia una collaborazione con Sergio Tossi di Firenze e nel 2003 inizia a lavorare con la galleria genovese Guidi&Schoen. Nel 2004 viene nuovamente invitato dalla XIV Quadriennale all’anteprima torinese. Nel 2006 inizia a collaborare con la galleria lussemburghese Clairefontaine e nello stesso anno incontra Elena Ochoa Foster che pubblica i suoi lavori sulla rivista CPhoto Magazine e successivamente lo invita alla X Biennale di Venezia dell’architettura. Sempre nel 2006 Il Centre Pompidou espone un suo lavoro, che è entrato a far parte della collezione permanente del museo, nella mostra Les Peintres de la Vie Moderne. Nel 2009 esce pubblicato da Damiani il volume “The Chronicles of Time” che raccoglie tutti i suoi lavori dal 1996 al 2008. Il volume è introdotto da un testo dell’archistar Norman Foster e del critico italiano Luca Beatrice. Nel 2009 viene invitato alla 53ª Biennale di Venezia. Sempre nel 2009 partecipa al festival “FotoArtFestival” a Bielsko-Biala in Polonia e successivamente al Lucca Digital Photo Fest e al SIPF (Seoul International photography festival).

 

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Con la grande mostra dedicata ad Ai Weiwei (23 settembre 2016-22 gennaio 2017) per la prima volta Palazzo Strozzi diventa uno spazio espositivo unitario che comprende facciata, Cortile, Piano Nobile e Strozzina.

L’arte contemporanea esce dalla Strozzina e si espande sia a livello espositivo che di comunicazione, in uno scenario in cui Palazzo Strozzi partecipa attivamente all’avanguardia artistica del nostro tempo.

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