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Gerhard Richter
Abstraktes Bild, 1988
Olio su tela / Oil on canvas
200 x 160 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin


Gerhard Richter
Schädel mit Kerze, 1983
Olio su tela / Oil on canvas
100 x 150 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Canaletto, 1990
Olio su tela / Oil on canvas
2 pannelli / 2 panels
ognuno / each 250 x 175 cm
totale / total 250 x 350 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Wilhelmshaven, 1969
Olio su tela / Oil on canvas
50 x 70 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Brücke (am Meer), 1969
Olio su tela / Oil on canvas
93 x 98 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle



Gerhard Richter
Stadtbild Sa (219/1), 1969
Olio su tela / Oil on canvas
124 x 124 cm
Fondazione MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo


Gerhard Richter
Decke, 1988
Olio su tela / Oil on canvas
200 x 140 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle



Gerhard Richter
Eule, 1982
Olio su tela / Oil on canvas
225 x 294 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Krems, 1986
Olio su tela / Oil on canvas
72 x 102 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle











Gerhard Richter
Porträt Liz Kertelge, 1966
Olio su tela / Oil on canvas
65 x 70 cm
Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Familie Schmidt, 1964
Olio su tela / Oil on canvas
125 x 130 cm
Courtesy Collection Elisabeth and Gerhard Sohst in the Hamburger Kunsthalle


Gerhard Richter
Volker Bradke, 1966
16 mm film on DVD, 15'
Courtesy Gerhard Richter Archiv - Staatliche Kunstsammlungen Dresden






Per realizzare Eule (1982), Richter utilizza un bozzetto fatto di diversi strati pittorici ingrandendone una parte e giocando sulla possibilità (o, piuttosto, l'impossibilità) di riproduzione della pittura. Krems (1986) testimonia, invece, il lavoro di sovrapposizione di una gestualità astratta sopra un motivo originario, occultato ma ancora in parte visibile. In Abstraktes Bild (1988) Richter arriva al totale annullamento del motivo figurativo, con una pittura fatta di innumerevoli strati sovrapposti di colore. Contrastante appare un'opera come Schädel mit Kerze (1983), un memento mori realizzato con una pittura meditativa che richiama quella seicentesca, ben lontana dalle contemporanee astratte. L'opera di Richter, infatti, si confronta con generi o tecniche diversi senza rispettare un'evoluzione cronologica lineare. Il suo stile si basa sull'assenza di certezze o regole.
Un'opera come Canaletto (1990) riassume queste caratteristiche tramite un lavoro di sovrapposizione di diversi strati pittorici che arrivano a costituire un oggetto che non riproduce il mondo ma si pone come una realtà a sé stante.





Wilhelmshaven e Brücke (am Meer) (1969) testimoniano l'impegno dell'artista nei confronti del genere della pittura di paesaggio. Richter realizza i dipinti partendo da fotografie di luoghi reali, imitando le caratteristiche dell'immagine fotografica e portando al limite le possibilità linguistiche della pittura. Parte di una serie di vedute di quartieri o particolari di anonimi edifici di città, Stadtbild Sa (1969) si pone a metà tra astrazione e figurazione tramite una stesura pittorica a macchie o ad ampie pennellate e un inedito punto di vista sopraelevato che si contrappone alla tradizionale prospettiva frontale della pittura da cavalletto.



Decke (1988) si collega al ciclo 18. Oktober 1977 dedicato al suicidio dei membri del gruppo terroristico tedesco noto come Banda Baader-Meinhof. Un dipinto iniziale (il corpo impiccato di Gudrun Ensslin realizzato partendo dalla fotografia pubblicata dai giornali tedeschi) è coperto da uno strato di colore bianco posto in un secondo momento. Secondo l'ambiguità del titolo dell'opera ('Decke' significa sia coperta che soffitto), Richter copre il soggetto dell'immagine e lascia solo pochi elementi riconoscibili, tra cui proprio il soffitto della stanza.

Esempi dei cosiddetti Fotobilder ('Quadri fotografici'), realizzati tramite il rifacimento pittorico di modelli fotografici proiettati sulla tela bianca con un episcopio, sono le opere Familie Schmidt (1964) e Porträt Liz Kertelge (1966): da una parte una comune fotografia da album di famiglia con padre, madre e figli seduti sul divano di casa, dall'altra l'immagine di un'attrice del cinema. Tramite il processo di trasformazione della pittura, le immagini fotografiche originali perdono la loro oggettività a favore di un aspetto sfocato che conferisce rilevanza non al contenuto ma al valore dell'immagine in sé, una sorta di traduzione da un media all'altro. In Volker Bradke (1966), la dissolvenza è ottenuta invece direttamente grazie all'impiego del video, unico mai realizzato dall'artista, che fornisce il ritratto di un amico di Richter, protagonista della vita culturale di Düsseldorf negli anni sessanta. Richter mette in luce la differenza tra l'esperienza soggettiva della realtà e la sua effettiva oggettività. L'immagine è oggetto ma non è mai oggettiva, essa si pone sul piano della percezione e delle sue sfumature.


Gerhard Richter
Veduta delle opere in mostra
© Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze
Photo: Valentina Muscedra


Gerhard Richter (Germania, 1932)

Gerhard Richter ha dedicato la sua intera carriera artistica alla ricerca di ciò che possiamo definire come l'essenza dell'immagine, là dove essa non é più rappresentazione del reale ma creazione di una realtà a sé stante. Egli, riflettendo sul valore delle immagini all'interno della società contemporanea, cita il repertorio visivo del nostro tempo, come le immagini dei media, ma usa anche fotografie private o motivi di genere, che diventano materiali di partenza per la sua riflessione sulla pittura.

 
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