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Scott Short
Veduta delle opere in mostra
© Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze
Photo: Valentina Muscedra

L’intervento di Short conferisce autonomia estetica all'alterazione della corrispondenza tra originale e copia provocata da una inadeguatezza tecnica che di solito, nella fotocopiatura di un testo o di un'immagine, è considerata un effetto indesiderato. L'artista affida il processo di composizione dell’immagine alla macchina fotocopiatrice e limita il suo intervento creativo alla scelta del taglio e del formato dell'immagine. Già Gerhard Richter apprezzava le alterazioni tecniche involontarie, come la sfocatura di una fotografia, e le innalzava a mezzo stilistico della sua pittura. La pittura di Short arriva a prendere come soggetto proprio gli errori, le macchie generate dal pulviscolo sulla superfice di vetro della macchina e dunque gli effetti non previsti delle tecniche di riproduzione. Sia Richter che Short impiegano, inoltre, un dispositivo come l'episcopio per proiettare con assoluta fedeltà tali immagini sulla tela, evitando così ogni soggettività e costruzione creativa del motivo.  
Tale approccio può essere analizzato alla luce delle riflessioni di Walter Benjamin nel suo celebre saggio L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. Il tema della perdita dell'aura dell'opera d’arte è affrontato da Short ribaltando i termini del discorso: è la macchina che fornisce il modello per l'opera d'arte, la quale acquisisce la propria aura di originalità e unicità sulla base di un errore nel procedimento meccanico che viene sublimato sotto forma di pittura. Le opere di Short possono quindi essere interpretate come una sorta di necrologio per la cosiddetta era analogica, in cui una copia prodotta meccanicamente non è mai identica all'originale come è invece nel caso delle immagini digitali.






Scott Short
Untitled (blue), 2007
Oil on canvas
167,6 x 125,5 cm
Courtesy Cardi Black Box, Milano


Scott Short
Untitled (green)
, 2009
Olio su tela
183 x 122 cm
Courtesy Cardi Black Box, Milano


Scott Short
Untitled (green), 2009
Olio su tela
63,5 x 50,8 cm
Courtesy Cardi Black Box, Milano


Scott Short
(USA, 1964)

Le opere di Scott Short sono costituite da piccoli frammenti di colore nero che formano evanescenti strutture su fondo bianco. Punto di partenza per la loro realizzazione è un comune foglio di carta bianca, un supporto neutro che viene fotocopiato ripetutamente finché il processo meccanico arriva a generare un inedito e imprevisto tracciato di segni. L'artista pone fine a tale processo quando il caso riesce a produrre un'immagine che sembra aver acquisito una propria autonomia estetica e che diventa il punto di partenza per l’opera pittorica.

 
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