Virtual Identities
Palazzo Strozzi
  Strozzina
       
         

 

 


Shannon with iPod, 2007
C-Print on plexiglass
Courtesy l'artista / the artist


Evan Baden
Series "The Illuminati"
Installation view at CCC Strozzina, Firenze
Photo: Martino Margheri
Courtesy the artist












Lila with Nintendo DS, 2007
C-Print on plexiglass
Courtesy l'artista / the artist

Evan Baden (1985, Arabia Saudita; vive e lavora a St. Paul, MN, USA) ha frequentato il College of Visual Arts di St. Paul in Minnesota dove si è laureato in fotografia nel 2007. Le sue opere sono state esposte negli Stati Uniti, in Canada e in Europa e sono entrate nelle collezioni di musei come il Walker Art Center, il Milwaukee Art Museum e il Museum of Contemporary Photography di Chicago. Nel 2008 ho ottenuto la Jerome Fellowship a sostegno dei giovani talenti emergenti. Nel 2009 è stato nominato al Baum Award, dedicato ai fotografi americani emergenti. Le sue opere sono state esposte in centri come il Locomo Cultural Centre di Turku (Finlandia), l'University of Toronto Art Centre, la Galleria Contemporaneo di Venezia, la Printspace Gallery di Londra e a Parigi in occasione di Paris Photo e presso la Galerie du jour Agnes B.

Il giovane artista americano Evan Baden appartiene alla generazione dei cosiddetti "nativi digitali", persone cresciute usando internet e per i quali "essere connessi" costituisce una pratica normale e giornaliera.
Per la serie The Illuminati, Baden osserva alcuni giovani che interagiscono con i loro apparecchi digitali. La loro espressione suggerisce un distacco tra la consapevolezza della propria presenza fisica e il loro spazio mentale, legato alla dimensione digitale. La direzione dello sguardo e l'angolazione della fonte luminosa coincidono in un unico asse, rafforzando l'impressione di una intima vicinanza e della stretta affinità tra apparecchio tecnologico e utente. La prospettiva delle fotografie pone tuttavia l'osservatore in una posizione di estraneità, in quanto egli non si può relazionare né con lo sguardo dei soggetti né con ciò che accade sugli schermi.
Utilizzando quale unica fonte di luce l'illuminazione degli schermi, Baden sembra far riferimento al suggestivo contrasto stilistico tra luce e ombra, tipico della pittura seicentesca, che isola il soggetto raffigurato, estraniandolo dall'ambiente circostante. L'aspetto spirituale diviene l'elemento centrale dell'opera che Baden trasforma in una sorta di allegoria digitale. Baden descrive questa allegoria con parole che alludono a un significato quasi mistico: "Siamo sempre più immersi in un tenue bagliore azzurrino, silenzioso e divino. Come se tenessimo la divinità in tasca o nella borsa."

    EVAN BADEN
CHRISTOPHER BAKER
NATALIE BOOKCHIN
ROBBIE COOPER
etoy.CORPORATION
NICHOLAS FELTON
LES LIENS INVISIBLES
CHRIS OAKLEY
SOCIABLE MEDIA GROUP

MICHAEL WOLF
Special project: I AM NEDA
Special project: ME 2.0


         
space