Virtual Identities
Palazzo Strozzi
  Strozzina
       
         

 

 




Christopher Baker
Hello World! or: How I Stop Listening and Love the Noise, 2008
Installation view at CCC Strozzina, Firenze
Photo: Martino Margheri
Courtesy the artist





Christopher Baker (1979, Radford, VA, USA; vive e lavora a Minneapolis, MN, USA) è un artista il cui lavoro mette in campo una proficua selezione di quelle reti sociali, tecnologiche e ideologiche che caratterizzano il paesaggio urbano. Crea opere e situazioni in cui rivela e genera relazioni tra queste diverse reti. Nel 2008 ha completato i suoi studi in Experimental and Media Arts presso l'Università del Minnesota. Alla fine del 2009 ha concluso una residenza d'artista annuale presso Kitchen Budapest, un centro ungherese dedicato ai nuovi media. Attualmente è visiting artist presso il Minneapolis College of Art and Design. Il suo lavoro è stato presentato in festival, gallerie e musei americani come la Soap Factory (Minneapolis), il Minnesota Museum of American Artists (Minneapolis), il Visual Studies Workshop (Rochester, NY), ma anche a livello internazionale presso Laboral (Gijon, SP), il Museum of Communication di Berna, la Gallery@ di Barnsley (UK) o il Pixelache Festival di Helsinki, e in città come Budapest, Copenhagen e Toronto.

Le opere di Christopher Baker analizzano dinamiche e comportamenti nel rapporto con le tecnologie e le piattaforme digitali, mettendo in risalto distorsioni ed eccessi nel loro utilizzo. La videoinstallazione Hello World! or: How I Learned to Stop Listening and Love the Noise (Ciao mondo! Ovvero: come imparai a smettere di ascoltare e ad amare il rumore) è formata da più di cinquemila videoclip che l'artista ha estratto da portali come YouTube, Facebook e MySpace, e poi ha montato su un'unica superficie di proiezione.
In ogni clip una persona, dallo spazio protetto del suo ambiente privato, si rivolge a un pubblico anonimo e sconosciuto su internet, parlando della propria vita quotidiana o utilizzando lo spazio digitale come una piattaforma di autopromozione. La webcam assume la duplice funzione di diario e megafono. Tuttavia le tracce audio dei video si sovrappongono, rendendo impossibile seguire le voci dei singoli individui. I racconti di ognuno collassano in un unico "rumore di fondo", divenendo parte di un enorme overflow di dati.
Baker rimanda alla problematica della comunicazione partecipativa online che si è evoluta dallo schema di comunicazione "one-to-many", propria dei mass media tradizionali, a una forma di comunicazione simultanea "many-to-many", rendendo sempre più complicato selezionare, nella inondazione di informazioni, quelle davvero rilevanti.

    EVAN BADEN
CHRISTOPHER BAKER
NATALIE BOOKCHIN
ROBBIE COOPER
etoy.CORPORATION
NICHOLAS FELTON
LES LIENS INVISIBLES
CHRIS OAKLEY
SOCIABLE MEDIA GROUP

MICHAEL WOLF
Special project: I AM NEDA
Special project: ME 2.0


         
space