Virtual Identities
Palazzo Strozzi
  Strozzina
       
         

 

 




Mass Ornament, 2009
Single-channel HD video installation
5.1 surround sound
Courtesy l’artista / the artist




Installation view at CCC Strozzina, Firenze
Photo: Martino Margheri

Natalie Bookchin (1962, Bronx, NY, USA; vive e lavora a Los Angeles, USA) realizza opere che esplorano nuove forme di documentario, concentrandosi su questioni come la connessione o l'isolamento delle masse, sempre ricercando storie che raccontiamo a noi stessi e al mondo. Il suo lavoro è stato esposto in celebri musei e centri, tra cui LACMA, PS1, Mass MoCA, Generali Foundation, Walker Art Center, Centre Pompidou, MoCA Los Angeles, Whitney Museum, Tate e Creative Time. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi, conferiti da enti come il California Arts Council, la Guggenheim Foundation, la Durfee Foundation, la Rockefeller Foundation, la California Community Foundation, il New York State Council for the Arts, la Daniel Langlois Foundation, ma anche una C.O.L.A. Artist Fellowship e più recentemente l'Artistic Innovation Award del Center for Cultural Innovation. È co-direttore del Photography & Media Program della scuola d'arte CalArts di Los Angeles.

Mass Ornament
è una videoinstallazione costruita con la tecnica dello split screen. Per realizzarla, Natalie Bookchin ha utilizzato centinaia di videoclip presi da YouTube i cui protagonisti ballano da soli nelle loro stanze. Il materiale è elaborato in modo tale che le diverse persone sembrano seguire, nelle loro sequenze di passi, una costruzione superiore, una coreografia generale. Non sono soltanto i movimenti della danza che si somigliano, ma sono simili anche gli ambienti in cui si svolgono le riprese private, il loro arredamento, persino le inquadrature prescelte.
Il titolo dell'opera richiama l'omonimo saggio di Siegfried Kracauer (1927), in cui l'autore descrive un'analogia estetica tra i processi meccanici del lavoro in un capitalismo d'impronta fordiana e i movimenti sincronizzati delle ballerine di rivista degli anni Venti. Nella sua funzione, la singola persona serve soltanto alla formazione superiore, in cui individualità e umanità sono subordinate. L'artista stessa commenta: "La danzatrice di YouTube, ripresa sola nella sua stanza, mentre esegue una sequenza al tempo stesso molto privata e straordinariamente pubblica, è a suo modo un'espressione perfetta della nostra epoca. Come negli anni Venti e Trenta file di spettatori sedevano nei teatri e negli stadi e guardavano file di corpi che si muovevano in formazione, con i video di YouTube gli spettatori siedono da soli davanti allo schermo del computer e guardano danzatori che si muovono volontariamente in formazione, da soli nelle loro stanze."

    EVAN BADEN
CHRISTOPHER BAKER
NATALIE BOOKCHIN
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NICHOLAS FELTON
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MICHAEL WOLF
Special project: I AM NEDA
Special project: ME 2.0


         
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