Virtual Identities
Palazzo Strozzi
  Strozzina
       
         

 

 








MISSION ETERNITY
TAMATAR

Photo: etoy.CORPORATION, 2010


Installation view at CCC Strozzina, Firenze
Photo: Martino Margheri



etoy.CORPORATION (sede a Zurigo, CH, e Berlino, DE) è conosciuto per il suo ruolo pionieristico nell'internet art. Etoy è registrato come società ad azionariato diffuso privato, sostituendo l'ormai vecchio concetto dell'artista genio con un'idea di brand posseduto, controllato e alimentato da un gruppo di azionisti: gli etoy.AGENTS, investitori, collezionisti e appassionati. Nel mercato dell'arte, il solo prodotto disponibile di etoy è la etoy.SHARE. Etoy ha avuto il ruolo di anticipare alcuni modelli (online già dal 1994) e di svilupparsi velocemente come leader nel mercato del settore dell'arte contemporanea. Le loro azioni e "prestazioni" come il digital hijack (1996), etoy.TIMEZONE (1998), TOYWAR (1999/2000), etoy.DAYCARE (dal 2002) o etoy.TANKS (dal 1998) sono ormai considerate dei classici dell'arte digitale. Dal 2005 etoy.CORPORATION sta lavorando a MISSION ETERNITY, un progetto privo di una precisa conclusione temporale che permetterà ai pionieri dell'età dell'informazione digitale di viaggiare per sempre attraverso lo spazio e il tempo.

Fin dal 2006 il collettivo svizzero etoy.CORPORATION lavora al progetto MISSION ETERNITY. Riflettendo su come oggi l'io sia ricostruibile a partire dalle diverse tracce lasciate nelle interazioni con la rete, gli artisti danno la possibilità a singole persone di raccogliere e salvare informazioni su se stessi come fotografie, video o audio registrati. Il progetto prevede la memorizzazione e la rappresentazione di questi diversi dati, affrontando così il problema della conservazione della memoria e di che cosa nell'era digitale rimanga di un uomo dopo la sua scomparsa fisica: "un culto dei morti guidato dalla tecnologia", alla ricerca di nuove forme di ricordo.
TAMATAR costituisce una delle visualizzazioni di questo progetto più ampio. Le sfere di polistirolo bianco di cui si compone testimoniano nel loro insieme l'identità di un singolo individuo, di cui ascoltiamo la voce proveniente dalle stesse sfere. Alcune hanno al proprio interno un motore che permette loro di muoversi nello spazio, entrando in interazione con il pubblico. Il polistirolo, solitamente impiegato negli imballaggi e quindi tipico esempio di involucro momentaneo, porta a ulteriori associazioni sul tema del rapporto tra corpo e anima, a cui il titolo dell'opera fa esplicito riferimento (TAMATAR si compone delle parole giapponesi "tama" - anima, ma anche sfera - e "avatar"). La sua superficie rimane segnata dalle tracce del movimento e delle interazioni con il pubblico, esprimendo un aspetto di fragilità che si pone in contrasto con la durevolezza dei dati digitali raccolti e con il principio di eternità che sta alla base del progetto.

    EVAN BADEN
CHRISTOPHER BAKER
NATALIE BOOKCHIN
ROBBIE COOPER
etoy.CORPORATION
NICHOLAS FELTON
LES LIENS INVISIBLES
CHRIS OAKLEY
SOCIABLE MEDIA GROUP

MICHAEL WOLF
Special project: I AM NEDA
Special project: ME 2.0


         
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