Palazzo Strozzi

Member's Racks, University Club, New York, 1998 / 2010
Chromogenic color print
Courtesy the artist, Janet Borden, Inc., New York




Library Metropolitan Club, New York, 1999 / 2010
Chromogenic color print
Courtesy the artist, Janet Borden, Inc., New York


Dining Room, Morgan Library, New York, 1999 / 2010
Chromogenic color print
Courtesy the artist, Janet Borden, Inc., New York


"Il mio interesse per la fotografia si incentra sulla sua capacità di descrizione esatta. Uso la fotografia per cercare di registrare le manifestazioni dell'ingegno e dello spirito umano che ancora permangono nel paesaggio quotidiano del nostro Paese". In occasione di una delle sue serie più recenti, Dow è riuscito a entrare in alcuni dei circoli privati più esclusivi di New York, scegliendo quelli tuttora attivi e che vantano una storia lunga e importante, come il celebre Metropolitan Club, fondato nel 1891 da John Pierpont Morgan e che ha annoverato fra i suoi membri più illustri James Roosevelt e William K. Vanderbilt. La maggior parte di questi circoli prevede il rigoroso rispetto di un regolamento consolidato dalla tradizione. Può entrare a farne parte solo chi venga presentato da qualcuno che è già socio, assicurando così l'idea della "rete"; un'apposita commissione valuta se il candidato è idoneo a essere accettato. Benché a New York se ne possano contare più di venti, dall'esterno ci si accorge raramente della loro esistenza. Pur non esercitando più l'influenza politica di un tempo come luoghi del potere e centri decisionali, questi club stanno attraversando oggi una nuova fase di rinascita e sono sempre più numerosi i politici e gli uomini d'affari che preferiscono incontrarsi nelle loro sale appartate, che l'opinione pubblica vede spesso come luoghi per l'organizzazione di complotti e appuntamenti segreti di diversa natura. Con le sue fotografie descrittive e comparative Dow dà un volto a questi ritrovi esclusivi e invita l'osservatore ad ammirare con lui l'opulenza senza tempo delle loro sale. L'architettura è "la forma primaria e più potente della comunicazione di massa" e al tempo stesso uno specchio del potere e delle sue strategie, del consolidamento dell'autorità e dei suoi effetti su coloro che lo esercitano. "L'architettura è potere. I potenti costruiscono proprio perché sono potenti. Però l'architettura è anche espressione della capacità e della risolutezza - e della decisione - dei potenti. L'architettura è sfruttata intenzionalmente dai politici per sedurre, per impressionare, per intimidire" (Deyan Sudjic, The Edifice Complex: How the Rich and Powerful Shape the World, 2006).



Jim Dow
Installation view, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze
Photo: Valentina Muscedra

JIM DOW (USA, 1942)
New York Clubs, 1998/2010

Il fotografo americano Jim Dow si confronta con luoghi usati come punti d'incontro che recano tracce visibili dell'interazione fra le persone. Nelle diverse serie fotografiche l'artista ha ritratto barbecue joints americani, pie and mash shops londinesi, sale da tango di Buenos Aires, luoghi di lavoro di contadini, stagnini e fabbri, stadi di baseball da una costa all'altra dell'America. Riprendendoli nel modo più obiettivo possibile, totalmente privi di qualsiasi presenza umana, Dow trasmette all'osservatore una visione concentrata e autentica dell'architettura, degli arredi e della struttura di questi palcoscenici della vita.

 
Line
inizio pagina
 
Tina Barney
Christoph Brech
Fabio Cifariello Ciardi
Clegg & Guttmann
Nick Danziger
Rineke Dijkstra
Jim Dow
Bureau d’etudes
Francesco Jodice
Annie Leibovitz
Helmut Newton
Trevor Paglen
Martin Parr
Daniela Rossell
Wang Qingsong
Jules Spinatsch
Hiroshi Sugimoto
The Yes Men
Home l About l Lectures l Catalogo l Educazione l English
Strozzina
1.10.2010 – 23.01.2011