Proiezione: Walk with a Guide / Sounding Glass…

Festival dei Popoli - Ecce Homo

Related to me – Corpo, memoria e identità

Per il terzo anno consecutivo il Festival dei Popoli raccoglie con entusiasmo l’invito del Centro di Cultura Contemporana Strozzina a mettere in collegamento i temi che animano le loro mostre con alcuni documentari d’autore in prima visione. Un invito che quest’anno appare una vera e propria sfida culturale di grande fascino.

 

Venerdì 16 novembre

Cinema Spazio Uno

 

ore 19:00

Walk with a Guide
di Maciej Cendrowski (Polonia, 2009, video, 11’, v.o. sott. it./eng sub.)

Remy fa il massaggiatore. Ha a che fare tutti i giorni con i corpi dei suoi clienti. A volte gli appaiono anche nei sogni. La cecità non gli impedisce di essere autonomo: cammina per strada, va a trovare gli amici, passeggia nel parco con i figli. Remy non perde mai l’orientamento perché, oltre ad una formidabile memoria, possiede una mappa sonora della città. Il suo registratore portatile contiene i suoni delle strade, delle piazze, dei bivi, e i suoni gli indicano quale direzione prendere. “Se un turista viene in città, si procura una mappa. Sarebbe utile se ci fossero delle mappe sonore anche per i non vedenti”.

 

Sounding Glass
di Sylvia Schedelbauer (Germania, 2012, video, 11’, s.d.)

Come perdersi nel bosco dei ricordi. Sylvia Schedelbauer lavora con le immagini, Thomas Carnacki con il suono. Insieme costruiscono una piccola e potente opera che sperimenta i meccanismi impressionistici della memoria e il lavoro di collage che sta alla base di ogni  narrazione. Un film che impegna lo sguardo e la testa, che ci porta in un luogo misterioso, con un uomo sconosciuto dal passato fatto di tessere che compaiono e scompaiono. Pezzi di vetro esplosi che tintinnano al loro cadere.

 

Ecce Homo: un portrait de Célestin Deliège
di Guy-Marc Hinant, Dominiqu Lohlé (Belgio, 2012, Betacam SP, 90’, v.o. sott. it./eng. sub.)

Célestin Deliège (1922-2010) è stato uno dei massimi esperti di storia e teoria musicale del Novecento. Uomo dalla memoria formidabile e dalla vastissima cultura, nella sua maturità è stato colpito da una grave malattia che, pur condannandolo all’infermità, non è riuscita a scalfire la lucidità del suo pensiero. Il film mostra i suoi incontri con importanti teorici musicali (P. Decroupet, F. Nicolas, F. Lerdahl, H. Dufourt, A. Bonnet, Ensemble Ictus) per elaborare una teoria musicale per il XXI secolo.

 

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La mostra intitolata Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea, curata da Franziska Nori e Barbara Dawson e visitabile fino al 27 gennaio 2013, ci pone infatti di fronte ad un autore capace di intercettare e restituire in forma artistica le inquietudini più profonde del nostro tempo. Sono proprio le tracce di questo incontro che abbiamo voluto seguire. Non abbiamo cercato opere “baconiane” né tantomeno che parlassero di Francis Bacon o di qualche artista che a lui si ispira, ma lavori che, da diverse prospettive, ci sembrano capaci di aprire una riflessione sul rapporto complesso e intricato tra le forme di (ri)costruzione della memoria, quelle di rappresentazione del corpo e la “defigurazione” dell’identità. Corpo, memoria ed identità sono quindi le tre dimensioni che ciascuno dei film presenti in questa sezione contiene e affronta in modi originali e non convenzionali. Abbiamo voluto selezionare opere nuove in grado di porsi ai limiti del genere documentario, di graffiare lo schermo con immagini e trame piene di interrogativi e passioni. Opere di artisti perlopiù giovani a cui si affianca un film intimo e personale firmato da un cineasta di fama consolidata come Vincent Dieutre. Non si tratta di opere facili ed accomodanti, ma di percorsi alla scoperta di soggetti non riconciliati, che resistono ai tanti poteri che tentano di trasformare le identità, i corpi e le memorie in territori da conquistare e addomesticare.

 

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Per questo motivo le informazioni relative alla mostra Ai Weiwei. Libero e il programma di mostre e attività future dedicato all'arte contemporanea saranno consultabili direttamente al sito www.palazzostrozzi.org e sui canali social di Palazzo Strozzi.

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