Proiezione: It Was Related to Me / Jaurès…

Festival dei Popoli - Juares

Related to me – Corpo, memoria e identità

Per il terzo anno consecutivo il Festival dei Popoli raccoglie con entusiasmo l’invito del Centro di Cultura Contemporana Strozzina a mettere in collegamento i temi che animano le loro mostre con alcuni documentari d’autore in prima visione. Un invito che quest’anno appare una vera e propria sfida culturale di grande fascino.

 

Sabato 17 novembre

Cinema Odeon

 

Ore 15:00

Scene Shifts, in Six Movements
di Jani Ruscica (Finlandia/Germania/Danimarca, 2012, 16’, v.o. sott. it./eng. sub.)

Parigi e Roma sono luoghi immaginari che prendono corpo nelle immagini di un immigrato che l’attraversa con sguardo aperto e curioso. Ogni (s)oggetto è il risultato di un incontro, il rischio di un fraintendimento. Scene Shifts, in Six Movements parla di tutto questo e di come ogni luogo diventi la scenografia di una messinscena di cui siamo, nostro malgrado, attori senza ingaggio. Un’opera che ci riporta alla condizione comune del nostro tempo che trasforma tutti in migranti in terra straniera.

 

It Was Related to Me
di Mohammad Shawky Hassan (Egitto/Germania/USA, 2012, 18’, v.o. sott. it./ eng. sub.)

It was related to me è una riflessione sul complesso rapporto tra due fratelli di una famiglia egiziana. Utilizzando spezzoni di filmini privati, tracce audio, fotografie e immagini tratte dalla cultura popolare Mohammad Shawky Hassan compone un mosaico che affronta il tema dell’identità senza cedere ai cliché occidentali. In questo senso, è un lavoro prezioso che tratta di religione e sessualità, di tradizioni e di devianza, di infanzia e aspettative sul futuro con il tono della meditazione personale.

 

Jaurès
di Vincent Dieutre (Francia, 2012, 82’, v.o. sott. it./eng. sub.)

Vincent Dieutre aveva un amante di nome Simon. Non c’è più traccia di lui, nessuna immagine a ricordarlo, soltanto la finestra dell’appartamento in cui i due s’incontravano di notte per lasciarsi alla luce del giorno. Da quelle finestre Vincent ha puntato la sua videocamera sulla vita in strada, in prossimità della fermata della metro Jaurès. Immagini che parlano d’amore senza mostrarlo. Vincent guarda e commenta queste immagini con Éva Truffaut, amica e controcampo della sua esperienza.

 

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La mostra intitolata Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea, curata da Franziska Nori e Barbara Dawson e visitabile fino al 27 gennaio 2013, ci pone infatti di fronte ad un autore capace di intercettare e restituire in forma artistica le inquietudini più profonde del nostro tempo. Sono proprio le tracce di questo incontro che abbiamo voluto seguire. Non abbiamo cercato opere “baconiane” né tantomeno che parlassero di Francis Bacon o di qualche artista che a lui si ispira, ma lavori che, da diverse prospettive, ci sembrano capaci di aprire una riflessione sul rapporto complesso e intricato tra le forme di (ri)costruzione della memoria, quelle di rappresentazione del corpo e la “defigurazione” dell’identità. Corpo, memoria ed identità sono quindi le tre dimensioni che ciascuno dei film presenti in questa sezione contiene e affronta in modi originali e non convenzionali. Abbiamo voluto selezionare opere nuove in grado di porsi ai limiti del genere documentario, di graffiare lo schermo con immagini e trame piene di interrogativi e passioni. Opere di artisti perlopiù giovani a cui si affianca un film intimo e personale firmato da un cineasta di fama consolidata come Vincent Dieutre. Non si tratta di opere facili ed accomodanti, ma di percorsi alla scoperta di soggetti non riconciliati, che resistono ai tanti poteri che tentano di trasformare le identità, i corpi e le memorie in territori da conquistare e addomesticare.

 

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Con la grande mostra dedicata ad Ai Weiwei (23 settembre 2016-22 gennaio 2017) per la prima volta Palazzo Strozzi diventa uno spazio espositivo unitario che comprende facciata, Cortile, Piano Nobile e Strozzina.

L’arte contemporanea esce dalla Strozzina e si espande sia a livello espositivo che di comunicazione, in uno scenario in cui Palazzo Strozzi partecipa attivamente all’avanguardia artistica del nostro tempo.

Per questo motivo le informazioni relative alla mostra Ai Weiwei. Libero e il programma di mostre e attività future dedicato all'arte contemporanea saranno consultabili direttamente al sito www.palazzostrozzi.org e sui canali social di Palazzo Strozzi.

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