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| ONGOING AND UPCOMING EXHIBITIONS |
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| www.strozzina.org/greenplatform/ | ||
| a cura di Lorenzo Giusti e Valentina Gensini Green Platform intende proporre una riflessione critica articolata che affronti in maniera interdisciplinare la questione ambientale, intesa nel duplice aspetto di crisi della società termoindustriale fondata su fonti energetiche non rinnovabili e di crisi ecologica dovuta all’inquinamento e al preoccupante surriscaldamento del pianeta. Il problema ecologico non può essere ridotto ad una questione ambientalista tout court, ma va analizzato e inteso nelle sue molteplici implicazioni filosofiche, psicologiche, ambientali, economiche e sociali. L’ecologia diviene in questo modo non solo scienza della natura, ma scienza dell’interrelazione, del confine, della trasversalità, quale nesso focale del binomio natura-cultura. La mostra presenta una serie di lavori di artisti internazionali che, sulla scia di esperienze pionieristiche sviluppatesi in seno alle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta, operano in relazione a tematiche ambientali, ecologiche e di sostenibilità. Diversi approcci artistici e modalità di riflessione sono messi a confronto: dalla presa di coscienza della condizione critica del quotidiano e pragmatico rapporto tra uomo e natura alla scelta di pratiche sostenibili che mettono in gioco una nuova idea di sviluppo, fino ad un attivismo creativo che porta avanti una concreta battaglia ecologica attraverso i linguaggi dell’arte. Pensata non solo come un’esposizione ma come una composita piattaforma, Green Platform si fonda sul tentativo di offrire diverse tipologie di esperienze aperte al territorio e alle realtà locali: una serie di workshop con artisti ed operatori nel settore delle associazioni ambientaliste e ONG, un calendario di lecture con professionisti afferenti a diversi settori e ambiti lavorativi ed un programma di video e documentari sulle problematiche ambientali. Il catalogo della mostra con contributi di autori internazionali di diversa formazione e cultura (dall’economia all’architettura, dalle scienze sociali all’arte pubblica) costituisce un perfetto strumento di riflessione su una nuova idea di fare arte e di un suo possibile nuovo e “sostenibile” sviluppo. Artisti: Alterazioni Video, Amy Balkin, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Michele Dantini, Ettore Favini, Futurefarmers, Tue Greenfort, Henrik Håkansson, Katie Holten, Dave Hullfish Bailey, Christiane Löhr, Dacia Manto, Lucy e Jorge Orta, Julian Rosefeldt, Carlotta Ruggieri, Superflex, Nicola Toffolini, Nikola Uzunovski |
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| www.strozzina.org/inventoriesofabstraction/ | ||
| installazione site specific nel cortile di Palazzo Strozzi | ||
| Dopo Artificial Moon del cinese Wang Yu Yang, questa è la seconda di una serie di installazioni create da artisti di tutto il mondo, chiamati a Firenze per realizzare e presentare al pubblico opere concepite appositamente per il cortile di Palazzo Strozzi. L’artista svizzero Yves Netzhammer, che ha rappresentato il suo paese alla Biennale di Venezia del 2007, è noto per le sue poetiche installazioni in 3D che riflettono la condizione umana. Il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina lo ha invitato a realizzare un’opera che rendesse omaggio alla straordinaria architettura rinascimentale fiorentina e in particolare al magnifico cortile di Palazzo Strozzi. | ||
| Realtà Manipolata | ||
| 25 settembre 2009 – 17 gennaio 2010 | ||
| Oggi, una nuova generazione di fotografi, video artisti e registi cinematografici rifiutano esplicitamente ogni forma di manipolazione, scegliendo piuttosto di usare un alto livello di know-how tecnologico per giocare con le possibilità del medium, il “motivo” e le aspettative dell’osservatore, creando visioni completamente inedite della cosiddetta realtà. Il presente progetto espositivo si propone di individuare e analizzare alcune delle tendenze principali nel panorama contemporaneo presentando un’ampia gamma di opere fotografiche e stabilendo un dialogo concettuale tra queste e singoli dipinti o video. La mostra punta a mettere in discussione il termine “realtà”, specialmente in connessione con la rappresentazione che ne danno i media. Le diverse discipline scientifiche hanno già stabilito da tempo un cambiamento paradigmatico, affermando che il “mondo reale” non esiste in quanto categoria autonoma, ma solo come mera proiezione, come costruzione dell’individuo. Nondimeno, nella vita quotidiana, tendiamo ancora ad elevare i concetti di realtà e verità al rango di fattori oggettivi, che costituiscono la base delle nostre azioni e dei nostri convincimenti. La diffusione dei telefoni cellulari con fotocamera digitale ha completamente modificato l’atteggiamento degli utenti di tutto il mondo – in modo particolare dei giovani – rispetto al trattamento dell’immagine e all’idea stessa di realtà. Ormai qualsiasi evento può essere documentato in tempo reale per poi essere divulgato su siti Internet come Facebook o MySpace (luoghi di incontro virtuale), YouTube (sito per la diffusione pubblica di file video) o Google Maps (in cui è possibile combinare cartine e foto personali) e contribuire persino a fenomeni come il citizen journalism, o giornalismo partecipativo, fatto dagli utenti. In tutto il corso della sua storia, la fotografia si è sempre situata tra due poli opposti: quello della realtà e quello delle tecniche di manipolazione. Oggi però, le molteplici possibilità offerte dal digitale hanno modificato quell’atteggiamento di generale fiducia nei confronti dell’immagine fotografica (inclusi film e video). Con l’avvento del digitale, la fotografia ha perduto le ultime vestigia di “fisicità” e perciò l’idea stessa di un “originale”; non solo: col superamento del negativo è scomparsa anche la possibilità di individuare qualsiasi traccia di manipolazione. Quali sono i nuovi modelli, dunque? Realtà e verità sono ancora concetti che vengono in qualche modo presi in considerazione dagli artisti? E come si influenzano a vicenda la cultura “alta” e quella “bassa”? |
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