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ONGOING AND UPCOMING EXHIBITIONS
 
Open Studios
www.strozzina.org/open_studios/
 
Realtà Manipolate
www.strozzina.org/manipulatingreality/
 
Il nuovo progetto espositivo del CCCS analizza il tema della manipolazione e della ricostruzione della realtà tramite l’immagine fotografica e video nel lavoro di 23 artisti contemporanei internazionali.

Fotografia e video si fondano da sempre sulla contraddittoria condizione di registrare e documentare la realtà ma di esserne allo stesso tempo una sua falsificazione, un punto di vista che costruisce una particolare visione del mondo. Oggi, con l’affermazione e il facile utilizzo delle tecnologie digitali, questa ambiguità si è accentuata, portando all’estremo il contrasto tra apparenza e verità.

La mostra Realtà Manipolate espone il lavoro di fotografi e videoartisti che esaltano le potenzialità delle nuove tecniche o che rifiutano processi di post-produzione, con il comune scopo di giocare con le possibilità del medium e le aspettative dell’osservatore, creando visioni completamente inedite del mondo. Realtà e verità sono ancora concetti che vengono presi in considerazione dagli artisti? Che cosa è vero e che cosa è reale nella nostra vita oggi?

L’esposizione ospiterà le opere di: Olivo Barbieri, Sonja Braas, Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Gregory Crewdson, Thomas Demand, Elena Dorfman, Christiane Feser, Andreas Gefeller, Andreas Gursky, Beate Gütschow, Osang Gwon, Tatjana Hallbaum, Ilkka Halso, Robin Hewlett & Ben Kinsley, Rosemary Laing, Aernout Mik, Saskia Olde Wolbers, Sarah Pickering, Moira Ricci, Cindy Sherman, Cody Trepte, Paolo Ventura, Melanie Wiora.
 
Gerhard Richter
www.strozzina.org/gerhardrichter/
 
Organizzata in collaborazione con la Kunsthalle di Amburgo, l’esposizione mette a confronto il lavoro di Gerhard Richter, uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento, con quello di sette artisti contemporanei, legati da una profonda sfiducia nei confronti dell’immagine come veicolo di verità.

Il tema dell’esposizione è la dissoluzione dell’immagine, e si pone come ideale continuazione di Realtà Manipolate, che ha esplorato la relazione esistente tra la realtà e la sua rappresentazione mediante la fotografia e il video. Gerhard Richter, uno dei pionieri nel portare all’estremo la dissoluzione sia della figura che della tecnica pittorica stessa, dipinge sopra fotografie originali o usa una particolare tecnica di pittura sfocata. Ben consapevole del potere delle immagini, egli si sforza di rompere o piuttosto di mettere in dubbio la loro chiarezza, facendo emergere o scomparire le immagini stesse. Gioca con la realtà e la sua apparenza e converte le immagini figurative in astratte, focalizzando la sua attenzione su dettagli minori o su soggetti comuni e casuali. Egli ha posto come base del suo lavoro l’uso di immagini esistenti, sia per poter trasferire le caratteristiche da un medium a un altro, sia per utilizzare differenti generi su uno stesso piano.

Il CCCS ha invitato a entrare in dialogo con il lavoro di Richter sette artisti contemporanei che nella loro carriera si sono concentrati sul tema della dissoluzione dell’immagine. Il lavoro di ciascuno verrà presentato in uno spazio proprio, permettendo così, pur all’interno del contesto unitario della mostra, di mantenere le specificità delle rispettive ricerche. Xie Nanxing (Cina, 1970) unisce insieme video, fotografia e pittura per creare immagini che riflettono sulla condizione umana del nostro presente, così dominato dall’estetica dei media. Lorenzo Banci (IT, 1974) studia i confini tra la rappresentazione e l’astrazione, dipingendo forme in dissolvenza tratte da fotografie di luoghi apparentemente marginali in cui la luce è la principale protagonista. Il lavoro concettuale di Scott Short (USA, 1964) si basa sul fotocopiare centinaia di volte lo stesso foglio bianco, fino a quando si generano, in maniera casuale, dei segni che creano un’immagine accidentale poi tradotta in un dipinto. Roger Hiorns (UK, 1975) crea installazioni di carattere scultoreo in cui componenti chimiche innescano processi di trasformazione che generano nuove forme evanescenti, sorprendenti e autonome dall’intervento diretto dell’artista. Marc Breslin (USA, 1983) usa la superficie pittorica come un palinsesto, in cui segni, graffi e tracce su diversi strati di pittura creano una metafora della mente umana e della sovrapposizione o annullamento di ricordi ed eventi. Il lavoro di Antony Gormley (UK, 1950) si pone come un’arte sociale che si muove tra figurazione e astrazione, creando installazioni che evocano il tratto del disegno astratto ma che sono il risultato di un processo di dissolvenza della figura umana. Wolfgang Tillmans (DE, 1968) sperimenta le possibilità e i limiti della fotografia, lavorando su vari generi e spingendosi fino all’astrazione con immagini create direttamente sul negativo senza l’ausilio della macchina fotografica o della camera oscura.

Mentre Richter rimane fedele al medium della pittura, portando all’estremo le sue possibilità e arrivando quasi a metterle in dubbio, gli artisti contemporanei in dialogo con le sue opere assumono come loro cifra espressiva la difficoltà (e a volte, l’impossibilità) di arrivare, oggi, a una chiara definizione del mondo attraverso l’immagine.
 

As Soon As Possible - Tempo e accelerazione sociale
14 Maggio – 18 Luglio 2010

 
La mostra As Soon As Possibile – Tempo e accelerazione sociale affronta la tematica del tempo all’interno della cosiddetta “high speed society”, il modello di vita caratterizzato dalla rapidità di comunicazione e produzione dettata dalle possibilità delle nuove tecnologie, a cui oggi ognuno è chiamato a rapportarsi e a reagire.

La straordinaria mobilità delle persone a livello globale, il costante bombardamento di informazioni da parte dei mezzi di comunicazione, il continuo flusso di comunicazione e la costante reperibilità sono fenomeni che hanno portato l’individuo a rapportarsi in modo accelerato anche alla sfera privata, sviluppando fenomeni come lo speed dating (per la sfera emotiva), il power nap (per la rigenerazione fisica), il quality time (da dedicare alla famiglia) o il fast food (come forma di nutrizione).

I miti della velocità e dell’accelerazione produttiva sono elementi determinanti fin dall’inizio dell’età industriale, legati al concetto stesso di Modernità e a movimenti artistici all’origine dell’arte del Novecento come il Futurismo o il Costruttivismo. Tali riflessioni assumono oggi i connotati di presupposti per un modello di società iper-accelerata sempre più dominante e globalizzata, di cui Paul Virilio ha sottolineato la pericolosità evidenziando il paradossale effetto di immobilità per l’uomo, che sommerso da nuove e sempre più veloci mezzi tecnici arriva a una sclerosi culturale e di idee. Sistematizzando posizioni di questo tipo, il filosofo tedesco Hartmut Rosa è arrivato a parlare di “accelerazione sociale” come fenomeno contraddistintivo del mondo occidentale contemporaneo che ha prodotto un cambio radicale della struttura del tempo. L’equazione “tempo = denaro” è diventata il motore della nostra stessa economia, imponendo la minimizzazione dei tempi e la massimizzazione qualitativa dei processi di produzione sempre più innovativi e creativi.

Il progetto espositivo prevede l’intervento di artisti italiani e internazionali tra cui il collettivo Datenstrudel (DE), Marnix de Nijs (NL), Reynold Reynolds (USA), Jens Risch (DE), Michael Sailstorfer (DE) e Arcangelo Sassolino (IT). Selezionati secondo le loro diverse modalità di affrontare la tematica del tempo, i lavori di questi diversi artisti creano un percorso che coinvolgerà gli spettatori in esperienze spazio-temporali forti e insolite che mettono in evidenza le contraddizioni e le tensioni della nostra società iper-veloce.
 

Con il sostegno di: Regione Toscana, Provincia di Firenze,
Comune di Firenze, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi

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