Test Optometrico (Milo De Angelis, José Saramago), 2007
Installazione, 3 light box,
100 x 50 x 12 cm ognuna
Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano
Foto: Valentina Muscedra
Disposte senza interstizi, come una catena infinita, le lettere scorrono secondo un ordine di grandezza decrescente, seguendo il criterio dei test per la misurazione della vista, da cui deriva il titolo dell’opera. Non immediatamente chiaro, tuttavia, è che le lettere compongono frasi tratte da testi letterari, con autori come il poeta milanese Milo De Angelis e il romanziere portoghese José Saramago, premio Nobel della letteratura nel 1989. Come spesso nei suoi lavori, Marzia Migliora sceglie citazioni che trattano temi esistenziali come la paura, la morte o la memoria in una condizione atemporale. L’artista sfida la capacità di interpretazione dello spettatore che si vede obbligato a cercare attivamente il significato delle sequenze di lettere, solo a prima vista prive di senso. Egli si deve avvicinare e allontanare, rileggere più volte le lettere per comporre non solo le singole parole ma il senso intero dei frammenti di testo rappresentati. L’artista tende a scardinare i parametri tradizionali della percezione dello spettatore per poi portarlo a ridefinire il dialogo tra corpo e mente, tra spazio reale e spazio interiore, proponendo una profonda riflessione sulla condizione umana e sulla precarietà dell’esistenza stessa.
Test Optometrico (Milo De Angelis, José Saramago), 2007
Installazione, 3 light box,
100 x 50 x 12 cm ognuna
Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano
Foto: Valentina Muscedra