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In accordo al principio neuroscientifico
definito ‘meccanismo specchio’, una medesima reazione emotiva
viene attivata nel cervello di una persona in entrambi i casi: sia quando
questa si trova a fare un’esperienza, sia quando la vede fare da qualcun
altro. Lo stesso “transfer” emotivo avviene di fronte a opere
d’arte arte che a loro volta rappresentano le emozioni umane, com’è
il caso del lavoro di Bill Viola. Observance fa parte di una serie
di opere video chiamata The Passions. Come già in altri
lavori, Viola mette in scena una coreografia di personaggi contemporanei
che interpretano scene tipiche dell’iconografia tradizionale cristiana.
Le figure vengono estrapolate da una simbologia religiosa e ricontestualizzate
in una dimensione atemporale e universalmente poetica, come metafora dell’essenza
della condizione umana. Observance è ispirato alla pala
d’altare Die vier Apostel (1526) di Albrecht Dürer,
nella quale vengono rappresentati quattro apostoli immersi nel loro intimo
dolore per la morte di Cristo. Anche nel video di Viola, infatti, il tema
o l’oggetto virtuale dell’opera è l’espressione
fisica del dolore. I personaggi entrano ed escono nello spazio della rappresentazione
concentrando il loro sguardo su di un punto fisso, che rimane nascosto e
che rimane “fuori campo”, nello spazio dello spettatore. A volte,
uno dei personaggi alza gli occhi verso lo spettatore come a cercare comprensione,
altri, invece, rimangono immersi nella propria interiorità.
Come già in altre opere, Viola mostra l’intera azione in ”slow
motion”, portando lo spettatore a entrare lentamente nei dettagli
dei gesti e dell’espressività mimica dei personaggi. Volendo
seguire un’argomentazione neuroscientifica, l’opera di Viola
è un perfetto esempio di evocazione di empatia attraverso l’impatto
visivo e attraverso l’attivazione dei neuroni specchio (Rizzolatti);
un’esperienza pertanto, di secondo grado da parte dello spettatore,
come atto involontario di ”mimesis”. |