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08/02/2008 17.45 - 20.00
    TEMPO
Tempo vissuto proiettato nel futuro
 
       
    La Jetée di Chris Marker, Francia, 1962, 29’
Produzione: Argos Films
Distribuzione: Ripley’s Film

montaggio: Jean Ravel
voce narrante: Jean Negroni
musica: Trevor Duncan

Film sul ricordo e sull’amore, film d’amore sul ricordo, film di ricordi sull’amore, La Jetée, opera poetica, sperimentale, rivoluzionaria, è costruita per istanti attraverso il ritmo del montaggio, la musica, il testo e la voce. Caratterizzata da una molteplicità di livelli di lettura a partire dal titolo, che indica allo stesso tempo la rampa di lancio dalla quale si possono osservare gli aerei e il lancio nel tempo del protagonista, condensa in 29 minuti più storie, quelle di un uomo “segnato da un’immagine infantile” attraverso la guerra, il tempo, la memoria; riflessioni sul linguaggio visivo, sulla natura del narrare, del cinema, della memoria, del tempo sensibile.

Nato a Neuilly-sur-Seine nel 1921 Chris Marker, questo il più famoso degli pseudonimi adottati nel corso del tempo da Christian-Francois Bouche Villeneuve, è cineasta, scrittore, fotografo, viaggiatore instancabile. E’ autore di un’opera contraddistinta da una poetica personalissima che vede intrecciati, la memoria, il tempo, la nostalgia, il viaggio, il suono, il documentario, la scrittura nella continua sperimentazione di nuove soluzioni tecniche e stilistiche grazie all’utilizzo, sempre in anticipo sui tempi, delle possibilità offerte dall’evoluzione dei diversi media. Della sua attività cinematografica che copre un arco di tempo di oltre cinquanta anni ricordiamo oltre a La Jetee, Sans Soleil, Le fond de l’air est rouge, Level Five.



The World of Tomorrow di Tom Johnson e Lance Bird, USA, 1984, 83’
Produzione: Tom Johnson e Lance Bird
Distribuzione: Direct Cinema Limited

The World of Tomorrow mostra, riciclando frammenti di vecchi film promozionali, cinegiornali e cartoons, il futuro che gli Americani si immaginavano alla Grande Fiera Mondiale di New York del 1939-40. Si segue la Fiera attraverso gli occhi del narratore, che allora era un ragazzino di 10 anni, e attraverso i suoi entusiasmi per le promesse della scienza e della tecnologia messe a confronto con la realtà odierna. E le previsioni di allora risultano insufficienti e lontane dal vero oggi: era più facile far sembrare le cose diverse che renderle effettivamente diverse. Sembra comunque, nel film, di muoversi in un sogno pieno di meraviglie e di stravaganze, all’interno di una Fiera che gli ideatori avevano pensato come un enorme laboratorio dove si doveva insegnare al visitatore come si sarebbe vissuto nel futuro.

Tom Johnson and Lance Bird hanno lavorato insieme per oltre dieci anni in una serie di film sulla storia sociale degli Stati Uniti. Tra le loro opere il Festival dei Popoli ha presentato in passato America:Lost and Found e No Place to Hide. Tom Johnson ha lavorato alla radio e ha insegnato “media production” all’Antioch College dell’Ohio. Lance Bird è stata molto attiva nella realizzazione di film indipendenti.
 
       
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