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29/02/2008 17.45 - 20.00
    CITTÁ
La città del futuro
 
       
   

Organic Urbanic di Ran Slavin, Israele, 2002, 9’
Courtesy the artist

Organic Urbanic è una piccola sinfonia audiovisiva sulla trasformazione dei territori urbani, una delle opere più interessanti all’interno della riflessione che da sempre l’artista israeliano dedica al rapporto tra corpi, territori, tecnologie. In questo hyper fiction video, partendo dalla realtà di un paesaggio urbano sottoposto a moltiplicazione, amplificando ciò che è già davanti ai nostri occhi, è generato un arazzo di microcosmi urbani intessuti tra loro, brulicare di forme che restituisce nuove modalità percettive rivelando un’invisibile e complessa interconnettività dei fattori urbani. Attraverso simmetrie e dislocazioni, gli edifici mostrano organismi meccanici e simbiotici, quasi fossero esseri viventi, e superficie su superficie, tra pieghe, fenditure, punti di fuga, lo spettatore si ritrova intento ad attraversare questo nuovo corpo pluriurbano con i suoi disorientamenti.

Nato a Gerusalemme nel 1967, Ran Slavin è uno dei più importanti artisti israeliani contemporanei. Ha dato vita a un’opera trasversale che nasce dalla sperimentazione dell’audio e del video, sfruttando l’interazione fra cinema, musica digitale, acustica e pittura. Le sue installazioni audio sono una fusione di processi sonori e di manipolazioni elettroacustiche, sovente derivate dal pianoforte e dalla chitarra, mentre i suoi film, vere e proprie esplorazioni delle potenzialità espressive dell’audiovisivo, si basano su un montaggio antinarrativo, sulla manipolazione della durata temporale, in una sorta di flusso di coscienza visivo e sonoro. Per queste sue particolari creazioni, Slavin ha anche creato un programma per il controllo delle immagini e del suono in tempo reale: una piattaforma in cui il suono e l’immagine si giustappongono in un flusso di immagini, forme e superfici. Nel 2007, Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva.



Gardens by the Bay di Squint/Opera, Gran Bretagna, 2006, 6’
Produzione e distribuzione: Squint/Opera

Nel film di animazione del collettivo inglese, un design vivace e estremamente comunicativo dà vita alle idee progettuali proposte da alcuni studi di architettura, provenienti da tutto il mondo, per una importante competizione a Singapore, finalizzata alla riqualificazione di tutta l’area della baia attraverso la creazione di giardini botanici, serre e sentieri che ridisegnano il paesaggio con soluzioni sorprendenti e fantastiche. Il secondo video (presentato in prima italiana) è interamente dedicato al progetto vincitore degli architetti Wilkinson Eyre. Le prime fasi di realizzazione del progetto sono previste per il 2010.

Squint/Opera è una società di produzione cinematografica, residente a Londra, che riunisce registi, architetti, fotografi, compositori e artisti esperti di animazione digitale. Una formazione composita che, attraverso una originale combinazione di media differenti, si è specializzata nella realizzazione di video inerenti alla progettazione in ambito architettonico.



The Building di Hans Op de Beeck,, Belgio, 2007, 4’ 17”
Courtesy Galleria Continua, San Gimignano

Il filmato di animazione digitale ci trasporta in una virtuale passeggiata notturna all’interno di un fittizio e gigantesco complesso ospedaliero, un enorme spazio architettonico vuoto. L’impersonalità e l’alienazione delle costruzioni del moderno mondo occidentale si equivalgono tutte: centri di benessere e shopping center, aeroporti e ospedali. Con un linguaggio figurativo silenzioso e schivo, estremamente raffinato nella scelta cromatica e nell’accompagnamento sonoro, l’opera dell’artista belga suscita una riflessione sui rapporti problematici tra l’uomo e il suo ambiente, in cui pare essersi persa ogni traccia di umanità. Algidi spazi entro cui l’uomo trascorre i momenti fondamentali della vita: nascita, malattia, morte.

Hans Op de Beeck è nato a Turnhout, in Belgio, nel 1969. Vive e lavora a Bruxelles.
L’artista costruisce e mette in scena luoghi urbani e familiari, contemporanei e fittizi, situazioni e personaggi che risultano estremamente comuni allo spettatore: angoli isolati dedicati alla riflessione o spazi affollati, talvolta popolati da goffi personaggi che in parte ci mostrano le nostre dinamiche esistenziali e il modo in cui cerchiamo di gestire il tempo, lo spazio e gli altri. Nel 2004, presso il Museo di Arte Contemporanea dell’Aja, l’artista ha esposto un’istallazione a grandezza naturale, Location 5, (precedentemente presentata ad Art Unlimited a Basilea): evocazione notturna di un ristorante sull’autostrada, divenuta poi opera permanente al Towada Art Center in Giappone. Nel 2006 in occasione della Biennale di Shanghai ha presentato l’opera dal titolo T-Mart, ricostruzione di un supermercato immaginario, anch’esso visto di notte, riportato in vita dalla proiezione di un film di animazione digitale che illustra non soltanto la pace e la bellezza del luogo, ma anche l’effetto shock suscitato da un ambiente così addomesticato e razionalizzato. The Building è stato esposto nella collettiva La città che sale. We try to build the future, allestita presso il MACRO Future di Roma, nel 2007.



RMB Cities. A Second Life City Planning, di Cao Fei/China Tracy,
Cina, 2007, 5.57”

Courtesy Vitamin Creative Space Gallery, Guangzhou

Second Life è lo scenario virtuale dove China Tracy, avatar dell’artista cinese Cao Fei, sta realizzando un modello di città del futuro. Un condensato di elementi della moderna metropoli cinese, architetture contemporanee e simboli della storia della Cina. Un sistema in costante evoluzione e frenesia costruttiva, non privo di contraddizioni, ironia e gioco. Fantasia e libertà nell’ibridare realtà e immaginazione.

Cao Fei è nata nel 1978 a Gangzhou, vive e lavora a Pechino. Artista multimediale, oltre a utilizzare video e fotografia si muove nel campo del teatro e della performance. La sua opera riflette lo stile di vita delle nuove generazioni cinesi, in un terreno a metà tra una realtà in rapida e costante trasformazione e un mondo di fantasia, libertà e divertimento. L’artista ha rappresentato la Cina nell’ultima edizione della Biennale di Venezia (2007), con un altro lavoro dedicato alla realtà virtuale, la trilogia iMirror, una sorta di documentario su Second Life, firmato China Tracy. Cao Fei ha partecipato a manifestazioni artistiche di livello internazionale: Tirana Biennale, Albania (2005), 1st Moscow Biennale of Contemporary Art (2005), 15th Biennale of Sydney (2006), Taipei Biennale (2006), Lyon Biennale (2007). RMBCity è stata presentata alla 10ma edizione della Biennale di Istambul (2007).



Future by Design di William Gezecki, USA, 2006, 90’
Produzione e distribuzione: William Gazecki

Prima italiana per il documentario di William Gazecki su Jacque Fresco (1916), scienziato, ingegnere, designer e urbanista americano, ideatore di città futuribili in cui le architetture ipotizzano nuovi eco-sistemi e nuove forme di integrazione sociale. L’animazione in digitale permette di ricostruire e dar vita alle idee avveniristiche di Jacque Fresco, alla sua visione di un possibile futuro fondato sull’innovazione tecnologica, il potenziamento dell’intelligenza artificiale e la sostenibilità ambientale, in un equilibrio dinamico tra uomo e natura. Tra le sue proposte teoriche più avvincenti l’idea di una “resource based-economy”: un’economia basata sulla ricchezza delle risorse naturali ed energetiche, resa possibile dall’ausilio delle moderne tecnologie.

Dopo aver lavorato nel campo del sonoro (sound mixing e record production), William Gazecki si dedica, dal 1991, alla regia di documentari. WACO: The Rules of Engagement, tra le sue opere più conosciute, è stato presentato al Sundance Film Festival del 1997 e ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali.

 
       
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