07/02/2008
08/02/2008
14/02/2008
15/02/2008
21/02/2008
22/02/2008
28/02/2008
29/02/2008
07/02/2008 versione lunga
08/02/2008 versione lunga
14/02/2008 versione lunga
15/02/2008 versione lunga
21/02/2008 versione lunga
22/02/2008 versione lunga
28/02/2008 versione lunga
29/02/2008 versione lunga
 
       
       
     
       
21/02/2008 17.45 - 20.00
    CITTÁ
Visioni e prospettive
 
 
       
   

Sitespecific-Shanghai 04 di Olivo Barbieri,
Italia, 2005, 12’30”
Sitespecific-Las Vegas 05 di Olivo Barbieri,
Italia-Canada, 2006, 12’30”

Courtesy Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea, Firenze-Roma

Con site specific (trilogia sulla città iniziata nel 2004 con site specific-Roma04), Olivo Barbieri affianca all’attività di fotografo una ricerca nel campo cinematografico che approfondisce ulteriormente la sua poetica artistica. I due lavori video sono visioni personali della metropoli, ottenute filmando da un elicottero e utilizzando particolari tecniche di straniamento (il silenzio assoluto di Shanghai e in Las Vegas l’utilizzo di lenti che distorgono la messa a fuoco), con un distacco poetico che corrisponde alla scelta di restituire al fruitore la dimensione irreale del mondo.

Olivo Barbieri nasce nel 1954 a Carpi, dove vive e lavora. Ha iniziato a esporre il suo lavoro fotografico a partire dalla fine degli anni Settanta, in gallerie italiane e straniere. Il film site specific_Las Vegas 05 ha ricevuto nel 2007 il Golden Gate Award al San Francisco International Film Festival. Nello stesso anno è stato presentato al MOMA di New York e nel 2008 verrà presentato al San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco. Con Site specific Shanghai04 ha partecipato alla collettiva Global Cities, presso la Tate Modern di Londra. Le sue opere di video arte sono state presentate in numerosi festival internazionali, tra cui: Festival di Locarno (2004, 2006), Toronto International Film Festival (2005), Sundance Film Festival (2006), Leeds International Film Festival (2006), Berlinale-Forum (2007).



Kingelez,: Kinshasa, a City Rethought di Dork Dumon,
Belgio, 2003, 29’

Produzione: Piksa
Distribuzione. Centre de l’Audiovisuel à Bruxelles

Ritratto di un artista contemporaneo, sullo sfondo di Kinshasa. La fama internazionale dell’artista congolese Kingelez (1948) è legata ai modelli tridimensionali che visualizzano le sue idee di un urbanesimo utopico. I suoi sono progetti di città fantastiche, visioni di una Kinshasa del terzo millennio. Gli edifici, tutti colorati e dalle forme bizzarre, sono realizzati con i materiali più diversi: colla, carta, plastica, legno compensato, involucri per il cibo. Il film ritrae Kingelez come un artista guidato da una spontanea pulsione creatrice, che porta avanti una visione fortemente personale della città moderna.

Bodys Isek Kingelez (Congo, 1948) ha esposto in mostre collettive di rilevanza internazionale, tra cui Project 59 : Architecture as Metaphor, Musée d’Art Moderne, New York (1997), Vision du Futur, Grand Palais, Parigi (2000), Documenta XI, Kassel (2002), Biennale di San Paolo (2002), Africa Remix, Centre Pompidou, Parigi (2005),

Dirk Dumon (1943) ha studiato alla scuola di cinema RITCS di Bruxelles e lavorato per la rete televisiva belga VRT. Ha girato circa cinquanta documentari, concentrandosi soprattutto su problematiche sociologiche, antropologiche e scientifico-culturali relative al Terzo mondo.



Lagos Wide & Close. An Interactive Journey into an
Exploding City
di Bregtje van der Haak, Olanda, 2005, 60’

Produzione e distribuzione: Submarine

Sguardo ravvicinato sulla città di Lagos, in Nigeria, megalopoli in continua espansione che si pensa possa diventare, nel 2020, la terza città più grande del mondo. Le immagini del documentario sono commentate dall’architetto Rem Koolhaas, che ha condotto per alcuni anni una ricerca sul capoluogo nigeriano, caso emblematico di un urbanesimo che è il risultato di una incontrollata ed esplosiva crescita demografica, privo di una griglia strutturale, tuttavia dotato di energia potenziale. Una dimensione caotica non del tutto negativa secondo Koolhaas, che vi legge l’idea di una “architettura della frammentazione”, concetto chiave per comprendere l’energia latente della grande metropoli. Lo sguardo di Koolhaas sulla città e sui suoi abitanti si riflette nella composizione stessa del film. Utilizzando piccole videocamere digitali, il film scava nel tessuto stratificato della metropoli e cerca di trovare un senso per quelle nuove forme di vita urbana che lì vengono inventate.

Bregtje van der Haak ha studiato Scienze Politiche e Diritto all’Università di Amsterdam; è giornalista e regista di documentari. Dal 1994 realizza programmi per la rete televisiva statale.

 
       
    inizio pagina