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Film Trilogy:
Forty Below (1999),
Too Dark for Night (2001),
Glass Hour (2002) di Clare Langan, Irlanda, 23’
Metamorphosis di Clare Langan, Irlanda, 2007, 16mm, 12’
Courtesy Galerie Anita Beckers, Francoforte
Visioni di paesaggi in cui le forze della natura sembrano aver sopraffatto
la presenza dell’uomo sul pianeta: immagini poetiche e sublimi della
fragilità dell’esistenza umana, messa a confronto con un
ambiente naturale
trasformato da immaginarie rivoluzioni climatiche. Il ghiaccio e l’acqua,
il deserto e il fuoco sono gli elementi che dominano questi paesaggi,
filmati con una particolare tecnica di ripresa dall’artista irlandese,
che filma in 16mm utilizzando lenti e filtri dipinti a mano per ottenere
effetti cromatici di intensa e rara bellezza. Metamorphosis completa
l’indagine iniziata nella trilogia, trasferendo questa silenziosa
battaglia per la sopravvivenza in un mondo transitorio e ostile; una battaglia
che in questo lavoro più recente rivela tutta la sua natura interiore
e allucinata.
Clare Langan è nata a Dublino nel 1967. A Film Trilogy
è stato presentato alla Biennale di Liverpool nel 2002. Nello stesso
anno l’artista ha rappresentato l’Irlanda alla Biennale di
San Paolo. Nel 2003 la trilogia è stata presentata al MOMA di New
York. Metamorphosis ha vinto il primo premio allo Short Film
Festival di Oberhausen nel 2007.
Exporting Harm di Jim Puckett , USA, 2002, 23’
Produzione e distribuzione: Basel Action Network
Il film investiga il tema scottante dell’e-waste, grande ombra della
rivoluzione tecnologica. In Asia le sostanze tossiche rilasciate dall’enorme
massa di rifiuti esportati dagli Stati Uniti hanno conseguenze mortali
per gli abitanti. L’Europa è più attenta, mentre gli
USA utilizzano strategicamente i vacuum legislativi dei paesi
in via di sviluppo per non rispettarne i diritti. La non partecipazione
alla convenzione di Basilea, che regolamenta i flussi di esportazione
di materiale di scarto tra Paesi diversi, ha reso possibile una de-responsabilizzazione
dichiarata.
Jim Puckett è un attivista che indaga sul problema dei rifiuti
e del loro smaltimento da 17 anni. Ha lavorato con Greenpeace come coordinatore
della Toxic Trade Campaign. Recentemente si è trasferito a Seattle
per la Earth Economics e la Basel Action Network.
Dreamland di Laila Pakalnina, Lettonia, 2004, 36’
Produzione e distribuzione: Vides Filmu Studia
Esistono posti di cui non vogliamo sapere nulla, di cui preferiamo ignorare
l’esistenza. Uno di questi è la discarica. Apparentemente,
un deserto di spazzatura; in realtà, un deserto brulicante di vita,
dove insetti, rettili, uccelli e mammiferi conducono un’esistenza
in bilico tra la vita e la morte, in un’atmosfera onirica e alienante.
Nata in Lettonia nel 1962, Laila Pakalnina è regista, sceneggiatrice
e produttrice, nonché giornalista di Diena, la più
grande testata lettone. Dopo aver studiato regia e giornalismo televisivo,
si dedica principalmente alla realizzazione di documentari.
Zone of Initial Dilution di Antoine Boutet, Francia,
2006, 30’
Produzione e distribuzione: Antoine Boutet
Zone of Initial Dilution è un’esplorazione sulle
trasformazioni urbane della regione delle Three Gorges in Cina e sulle
alterazioni causate dalla costruzione del più grande bacino idroelettrico
del mondo. Questa ‘zona di iniziale diluizione’, un termine
usato dagli ingegneri per definire il perimetro di un corso d’acqua
inquinato che gradualmente si diluisce nella corrente, rappresenta la
nuova realtà che è stata introdotta nella regione con la
progressiva distruzione di un modo e delle attività locali. Il
video si concentra sui piccoli villaggi del fiume Yangtze, che saranno
sacrificati di fronte alla grande opera idraulica, quando, nel 2009, il
lago verrà riempito d’acqua. Alcuni villaggi sono già
stati abbandonati, altri ancora pieni di vita.
Antoine Boutet vive e lavora a Montreuil, in Francia. Artista e filmmaker,
oltre alla realizzazione di documentari partecipa ad esposizioni e progetti
di video installazione: Zone of Initial Dilution, Toulouse Contemporary
Art Museum, Francia (2006); Lianzhou International Photography Festival,
Cina (2006); Plus ou Moins, Chapelle des Beaux-Arts Cherbourg,
Francia (2006); Les Nuisibles, Ateliers des Arques, Lot (2005);
Idea 21, Festival Estudio Abierto, Buenos Aires (2004).
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