07/02/2008
08/02/2008
14/02/2008
15/02/2008
21/02/2008
22/02/2008
28/02/2008
29/02/2008
07/02/2008 versione lunga
08/02/2008 versione lunga
14/02/2008 versione lunga
15/02/2008 versione lunga
21/02/2008 versione lunga
22/02/2008 versione lunga
28/02/2008 versione lunga
29/02/2008 versione lunga
 
       
       
     
       
14/02/2008 17.45 - 20.00
    INVISIBILE
Informazione, elettronica
 
       
   

Faceless di Manu Luksch, Gran Bretagna, 2002-2007, 50’
Voce: Tilda Swinton
Produzione: Amour Fou e Ambient Information Systems
Distribuzione: Sixpack Film

Favola fantascientifica che descrive una società in cui le persone sono senza volto, bloccate in una dimensione di perenne presente, senza passato né futuro. Opera sperimentale realizzata interamente con filmati registrati dalle videocamere di sorveglianza pubblica a circuito chiuso, secondo i dettami del Manifesto for CCTV Filmmakers: documento redatto da ambientTV.NET e immaginato per cineasti di nuova generazione che si servono esclusivamente dei materiali della videosorveglianza, settore in cui Londra detiene l’assoluto primato, essendo la città con il maggior numero di telecamere di controllo. Il Manifesto si appella ad una legge britannica che consente alle persone filmate di richiedere una copia delle registrazioni.

Manu Luksch, giovane filmmaker nata a Vienna e residente a Londra, si distingue per una ricerca sperimentale, che si interroga sul senso e l’evoluzione del prodotto filmico nell’era del digitale e del web. Caratteristica del suo lavoro è la capacità di transitare in una zona di confine, dove narrazione lineare e singolarità dell’autore tendono a tramutarsi nei poli opposti: senso metatestuale del racconto e regia dissolta nell’anonimato divengono le dominanti di una serie di opere che in un certo senso si “autogenerano”, attorno al contesto ambientale dell’osservatore. Manu Luksch è la fondatrice di ambientTV.NET, piattaforma per progetti indipendenti che attraversano diverse discipline: installazione e videoarte, film documentario, danza, gastronomia e composizione sonora. Prima italiana per Faceless, opera presentata quest’anno all’interno del Festival Transmediale di Berlino.



The Catalogue di Chris Oakley, Gran Bretagna, 2004, 5’30”
Courtesy the artist

L’opera del video artista inglese visualizza una sorta di catalogazione del genere umano, sulla base di una somma di dati e informazioni legate alle abitudini e alle esigenze del consumatore Le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza all’interno di un centro commerciale forniscono la materia prima su cui poi interviene l’artista, classificando e schedando i soggetti coinvolti. Il video di Oakley ci obbliga ad assumere lo sguardo distaccato e imparziale tipico della postazione del “controllo”, da cui osservare una umanità ridotta ad una serie di singole unità il cui valore viene calcolato in relazione alle possibilità e alle condizioni di acquisto e di spesa.

Gli interessi di Chris Oakley, video artista inglese che opera nel campo della videoarte e del digitale, sono principalmente legati a tutte quelle forme di esperienza indiretta, che spaziano dai media tradizionali e la fotografia fino alle comunicazioni di massa e alla realtà virtuale. Nell’analogia con i metodi impiegati dai mass media l’artista ha sviluppato un approccio intrinsecamente critico, che lo porta a rielaborare in contesti fittizi i materiali presi dalla vita reale, tracciando ogni volta spazi al confine tra realtà e rappresentazione.
Negli ultimi anni il lavoro di Oakley ha ricevuto numerosi riconoscimenti; le sue opere sono state presentate in importanti festival internazionali di videoarte (International Festival of Cinema Technology Orlando, Los Angeles e Londra (2006); Transmediale (2005), Berlino; LOOP Video Art Festival (2005), Barcellona).
The Catalogue ha vinto il terzo premio al Media Forum del Moscow International Film Festival, 2005.



The Great Indian School Show di Avinash Deshpande,
India, 2005, 52’

Produzione: Poona Cinema
Distribuzione: Avinash Deshpande

E’ una scuola particolare la “Mahatma Gandhi School” di Nagpur, India. Per il suo direttore si tratta di un modello per tutta l’Asia. La sua particolarità è il sistema di 185 telecamere che sorvegliano ogni angolo dell’edificio. Il direttore, grazie alle decine di monitor che troneggiano dietro la sua scrivania vede e sente tutto e interviene al microfono per redarguire chiunque, insegnante o allievo, sia stato colto in fallo. Il prodigioso sistema serve al nobile scopo di educare alla disciplina i nuovi virgulti della nazione e a evitare che tendenze sovversive possano traviare gli innocenti. Se all’interno della scuola il nuovo sistema sembra essere apprezzato da tutti, autorità, insegnanti e persino dagli studenti modello, rimane da chiedersi quali ripercussioni sociali possa generare una vita passata sotto gli occhi della telecamere.

Avinash Deshpande ha studiato regia presso il Film and Television Institute of India di Pune, per il quale ha poi iniziato a lavorare. Ha da poco aperto a Pune una scuola di cinema chiamata Framework. Dopo numerosi lavori per la televisione, The Great Indian School Show segna il suo esordio come cineasta indipendente.

 
       
    inizio pagina