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DAMIEN HIRST
(Regno Unito, 1965)


Grey Periodic Table Door, 1997-1998
dal ristorante The Pharmacy, Londra
pittura acrilica su porta di legno con maniglia metallica
207,9 x 74,9 x ,4 cm, Courtesy collezione privata, Londra
© Damien Hirst & Other Criteria




L’opera è costituita dalla porta che faceva parte dell’ingresso del ristorante londinese The Pharmacy, di cui Hirst è stato comproprietario negli anni novanta. Il locale è stato il punto d’incontro di artisti e celebrità fino a quando non ha cessato l’attività nel 2003. Gli arredi, inclusi gli sgabelli del bar, i bicchieri da cocktail, i portauovo, le saliere e i rotoli di carta da parati sono stai venduti all’asta da Sotheby’s per cifre molto più alte del previsto. I 168 lotti del Pharmacy hanno totalizzato un incasso complessivo di 11.132.180 sterline, una somma molto superiore ai 3,5–4,9 milioni stimati prima dell’asta. In molti casi non si trattava di opere d’arte uniche, ma di oggetti di produzione industriale che si sono trasformati in oggetti del desiderio per il fatto di essere stati parte di un progetto “di marca” associato al nome di Damien Hirst. La celebrità dell’artista li rendeva unici, da possedere a tutti i costi, giustificando le cifre esorbitanti a cui sono stati venduti.

Hirst stesso ha osservato: “Dopo il successo dell’asta di ‘The Pharmacy’ ho sempre pensato di fare un’altra asta. È un modo molto democratico di vendere arte e mi sembra un’evoluzione naturale del mercato dell’arte contemporanea. Può comportare dei rischi, ma accetto la sfida di vendere le mie opere in questo modo. Non voglio smettere di lavorare con le gallerie, quella è una cosa diversa. Ma il mondo cambia e io sento il bisogno di capire in che direzione sta andando”. Il 15 e 16 settembre 2008 Hirst ha di nuovo abbandonato i canali tradizionali di vendita, come gli agenti e le gallerie, e ha organizzato un’altra asta da Sotheby’s intitolata Beautiful Inside my Head Forever. Ancora una volta, tutte le stime sono state superate e la vendita ha realizzato un incasso record di 70 milioni di sterline.











A Lovely Day, 1997-1998
Farfalle e patina lucida d’uso comune su tela, 91,5 x 152,5 cm
Courtesy collezione privata
Photo © Danien Hirst. All rights reserved, DACS 2008





La tela di Damien Hirst fa parte di una serie di opere con farfalle montate su una superficie lucida realizzate da un team di assistenti dell’artista britannico, secondo un modo di produrre arte che ricorda la Factory di Andy Warhol e le botteghe degli artisti rinascimentali. Warhol usava le icone della cultura pop come Marilyn Monroe, le minestre in scatola Campell o le banconote; Damien Hirst invece sfiora l’effimero attingendo alla riserva di simboli delle varie tradizioni della storia dell’arte. La metafora ha sempre un significato riconoscibile: lo squalo morto conservato in formaldeide, l’ambiente asettico di una farmacia o un teschio tempestato di diamanti. In maniera analoga, le farfalle possono essere interpretate come un motivo di vanitas, un rimando alla metamorfosi e alla morte. L’artista riesce a dar voce a profonde questioni esistenziali catturando l’attenzione del pubblico con immagini provocatorie. Il suo straordinario successo di mercato si spiega in parte con la sua capacità di comprendere il desiderio di metafore del pubblico e di soddisfarlo con prodotti artistici portatori di un significato simbolico decifrabile. Tuttavia, questi risultati si basano anche su un’ingegnosa attività di autopromozione, una raffinata strategia di branding e una manifattura di qualità che rivela una precisa comprensione dei meccanismi del mercato che l’artista è in grado di controllare e manipolare.


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