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Il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina

L’obiettivo primario della Fondazione Palazzo Strozzi è di rivitalizzare gli spazi pubblici di Palazzo Strozzi, uno tra i più squisiti esempi di architettura rinascimentale privata, facendone una meta stimolante, dinamica e di respiro internazionale, aperta a visitatori di ogni età e interesse. Le mostre allestite negli imponenti spazi al primo piano del Palazzo hanno già suscitato una vasta eco internazionale. Oggi, il cortile ospita un caffè e una mostra permanente dedicata alla storia dell’edificio e della famiglia Strozzi, ed è animato da un programma articolato di concerti e spettacoli. Uno degli elementi chiave del progetto per Palazzo Strozzi è stato fin dall’inizio l’istituzione di un centro per la cultura contemporanea proprio qui, nel cuore di Firenze e il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina (CCCS) intende essere una sorta di piattaforma aperta alla vasta gamma di approcci e pratiche che caratterizzano la produzione di arte e cultura contemporanee.

Lo spazio espositivo trova posto negli ambienti, restaurati di recente, sotto al magnifico cortile di Palazzo Strozzi (noto come La Strozzina). In passato, qui si trovavano le cantine del Palazzo, vero gioiello del Rinascimento italiano; in seguito, dalla fine della Seconda guerra mondiale fino all’alluvione del 1966, queste sale hanno ospitato le più importanti mostre fiorentine di rilevanza internazionale. Il Centro comprende 11 sale di dimensioni diverse, per una supeficie totale di 850 metri quadrati. L’assenza di luce naturale dà ai curatori la libertà di interpretare lo spazio in modi nuovi e permette di adattare e modellare l’ambiente in modo da rispondere alle esigenze di allestimento delle diverse mostre. Il collocare l’arte contemporanea in una cornice architettonica rinascimentale come quella di Palazzo Strozzi pone una sfida che la Fondazione interpreta come stimolo ad allestire scenicamente ogni nuovo evento o progetto come in un teatro, alla costante ricerca di nuove possibilità di comunicazione e presentazione artistica.


La presente mostra affronta una tematica centrale per la cultura contemporanea, vale a dire il rapporto tra arte e mercato. Una delle domande che in pratica ogni persona si pone quando visita una mostra è: quanto valgono questi oggetti? Da un lato questa domanda non ha senso, perché dopo essere entrata a far parte della collezione di un museo (il luogo da cui di solito le mostre attingono i pezzi da esporre), un’opera d’arte non può più essere venduta, quindi in un certo senso non ha prezzo. Per molti professionisti del settore museale quella del valore è una questione sgradevole, addirittura blasfema perché profana il museo come sacro tempio dell’arte, per sua natura slegato da valutazioni economiche. D’altro canto, i musei contribuiscono attivamente alla creazione del valore di un oggetto, la cui presenza in una determinata mostra può incrementarne significativamente la valutazione nel mercato dell’arte. Lungi dall’essere blasfema, l’attività museale ha molto a che fare con il valore economico e i cambiavalute sono molto più vicini al tempio di quanto si potrebbe sospettare. Se gli oggetti di proprietà di un museo vengono sottratti al mercato, altri oggetti simili a questi continuano ad essere venduti e acquistati regolarmente – dai privati, nelle gallerie d’arte, alle aste. Quali fattori incidono sul valore di mercato di un’opera? È vero che alcuni di questi oggetti possiedono un valore intrinseco? E quella del valore è una questione legata esclusivamente alla legge della domanda e dell’offerta? Secondo un recente studio commissionato dalla Banca di Dresda, l’incremento della media dei prezzi nelle aste di opere d’arte sembra andare di pari passo con la crescita del numero dei visitatori dei musei – forse si tratta di una coincidenza, ma è possibile che non lo sia. Di sicuro, i rapporti su cui è incentrata la mostra Arte, Prezzo e Valore meritano una riflessione attenta e un ragionamento critico.



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Luchezar Boyadjiev (BUL)
Marco Brambilla (I/USA)
Marc Bijl (NL)
Fabio Cifariello Ciardi (I)
Claude Closky (F)
Denis Darzacq (F)
Eva Grubinger (A)
Pablo Helguera (MX)
Damien Hirst (UK)
Bethan Huws (GB)
Christian Jankowski (D)
Atelier van Lieshout (NL)
Michael Landy (UK)
Thomas Locher (D)
Aernout Mik (NL)
Antoni Muntadas (E)
Takashi Murakami (J)
Josh On (CAN)
Dan Perjovschi (RUM)
Cesare Pietroiusti (I)
Wilfredo Prieto (CUB)

Palazzo Strozzi