In Naufrágio vediamo il disegno a china blu di un antico veliero che si dissolve lentamente sotto uno stillicidio di gocce d'acqua. Il colore si confonde sempre di più, l'acqua bagna tutto il corpo della nave e ne dissolve l'immagine, lasciando soltanto una grossa macchia sulla carta bianca. Per quest'opera, l'artista brasiliana Laura Belém si è ispirata al suo primo viaggio in Portogallo alla ricerca delle proprie radici. La nave rappresenta la conquista portoghese del Brasile. L'immagine crea un legame con quel passato, ma al tempo stesso l'uso di due tecniche, disegno e video, esprime la sua estraneità. Si crea una distanza tra oggi e ieri: l'immagine si dissolve, il passato sbiadisce fino a scomparire del tutto. Il video rende nuovamente visibile il processo di ricerca dell'artista e ne trasporta il risultato - la sua vita nel presente - nel qui e ora.
Laura Belém, che realizza installazioni visive e sonore, interventi sullo spazio, sculture, fotografie e video, si accosta ai luoghi e al loro significato nelle maniere più varie, giocando con i diversi piani percettivi. Così, negli interventi sullo spazio come Conspiracy for Pleasure (2004) o Escultura (2001-05), colloca suoni e odori in luoghi inaspettati, guidando l'attenzione dell'osservatore sul loro significato per la percezione del nostro ambiente. Con interventi caratterizzati dalla stessa sensibilità, nelle sue installazioni tematizza e fa rivivere il passato del luogo. Anche Naufrágio è improntato a questo momento di recupero di legami perduti nel passato. Qui, però, la nave non regge il suo ruolo di rappresentazione figurata del passato: rimane mera immagine, effimera nella sua qualità di ausilio alla memoria.
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