Artisti

Marina Abramovic
Victor Alimpiev
Laura Belem
Candice Breitz
Rä di Martino
Nathalie Djurberg
Kota Ezawa
Harun Farocki
Charlotte Ginsborg
Philippe Grammaticopoulos
Cao Guimaràes
Frank Hesse
Alfredo Jaar
Jesper Just
Clare Langan
Zhenchen Liu
Domenico Mangano
Jenny Marketou
Bjoern Melhus
Almagul Menlibayeva
Sarah Morris
Guy Ben Ner
Julia Oschatz
Isabel Rocamora
Marinella Senatore
Eve Sussman +
The Rufus Corporation

Kenneth Tin-Kin Hung
Gillian Wearing
Arnold von Wedemeyer
Clemens von Wedemeyer +
Maya Schweizer

Suara Welitoff
Sislej Xhafa
Zimmerfrei

 

 
 
worlds on video - international video art
mostra a cura di Anita Beckers
19 Settembre – 2 Novembre 2008
 
Home l Programma l Educazione l Informazioni l English
 
   
Nationality Germania
Titolo dell'opera Transmission
Anno 2007
Durata 43’00’’
Dati tecnici Single Channel Video, Colore, sonoro
Courtesy Galeria dels Angels, Barcellona
 
 

Luoghi della memoria fissati nella pietra sono l'oggetto dell'osservazione di Harun Farocki: Transmission documenta l'attrazione e l'adorazione di monumenti sparsi in tutto il mondo, che, divenuti meta di pellegrini e turisti, servono a soddisfare le esigenze più diverse, dalla memoria personale all'illuminazione spirituale e al sentimento religioso. Il viaggio di Farocki inizia dal Vietnam Memorial di Washington, un muro di granito nero su cui sono incisi i nomi di tutti i 58.249 caduti della guerra americana contro il Vietnam; migliaia di persone lo visitano ogni giorno, toccano le lettere, ricalcano i nomi di parenti e conoscenti e cercano così di stabilire un legame tra la propria vita e il passato. Altre mete di pellegrinaggio – dal piede della statua di san Pietro nella Basilica Vaticana alla Bocca della Verità a Roma, dall'impronta del diavolo nella chiesa medievale di Santa Maria a Monaco al monumento nel campo di concentramento di Buchenwald – rispondono al medesimo bisogno di comprensione e purificazione. La pietra è il materiale nel quale la memoria collettiva di una vita trascorsa, di un avvenimento passato, viene immortalata e diviene oggetto di culto; al tempo stesso, nelle tracce dell'usura che reca su di sé, rappresenta la memoria di migliaia di visitatori.

Da quarant'anni Harun Farocki produce soprattutto film e video documentari: sul significato della tecnologia nella società moderna, sui meccanismi del consumo, sulla guerra, la rivoluzione e l'immagine che ne danno i mezzi di comunicazione. La vita propria delle immagini e dei media, il loro potere e la loro presenza ubiqua – e il modo in cui queste immagini si inscrivono nella quotidianità, nei modi di parlare e nell'agire delle persone anche quando non ci sono schermi televisivi in vista – sono il suo tema principale. Farocki riflette nei suoi film la nostra realtà sociale e politica e svela le costruzioni e le manipolazioni che la condizionano. A questo scopo, usa spesso le notizie originali dei media e, attraverso il confronto tra diverse immagini, dimostra che nessuna immagine è veritiera, ma sempre soltanto un dettaglio di una storia molto più grande, un dettaglio scelto e interpretato ad arte.

In Transmission, sono anche le notizie dei media – che sia la televisione o una guida turistica – a spingere le persone verso i luoghi che ricordano avvenimenti e personalità importanti della storia e della religione. Nella ricerca di senso e di felicità personale in un mondo sempre più confuso, questi luoghi vengono sempre più fagocitati dalle esigenze dei visitatori, e perdono così la loro aura.

Harun Farocki (Nový Jicin, attuale Repubblica Ceca, 1944), tra i più importanti cineasti a livello internazionale, ha realizzato oltre novanta film. Gli hanno dedicato mostre retrospettive, tra gli altri, il Filmmuseum di Vienna, il MACBA di Barcellona, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Frankfurter Kunstverein (Francoforte), il MoMA di New York, l'Istituto del Cinema svedese (Stoccolma). Farocki ha partecipato anche a collettive che si sono svolte al Wattis Institute for Contemporary Art di San Francisco, alla Generali Foundation di Vienna, al Kunsthaus di Zurigo, al KW Institute for Contemporary Art di Berlino, oltre che a Documenta 12 a Kassel. Dopo aver insegnato alla University of California di Berkeley e all'Accademia d'arte di Berlino, oggi è docente all'Accademia d'arte di Vienna. Harun Farocki vive e lavora a Berlino.