Un punto d'imbarco deserto è il luogo in cui si svolge il video di Domenico Mangano Dark Messages. Enormi gru si stagliano scure contro il cielo del crepuscolo, nell’abbandono generale delle architetture. Il luogo torna ad animarsi solo quando scende la notte. Col favore delle tenebre, un gruppo di uomini dall'aria cospiratrice si raduna intorno a un'automobile bianca per un motivo che rimane ignoto. Dopo un po', gli uomini si allontanano dall'auto e vanno via a bordo di una seconda vettura. La scena successiva si svolge di giorno, nello stesso luogo: ora intorno all'automobile bianca ci sono un'ambulanza e una macchina della polizia. La distanza non permette di capire le parole che vengono pronunciate, ulteriormente sfumate dalla traccia sonora. Da dietro l'automobile sbuca una barella con un uomo che viene portato verso l'ambulanza. Il video si conclude qui: non sappiamo che cosa sia successo e perché, la soluzione dell'enigma non viene rivelata.
Nessuna delle attese dello spettatore circa l'azione che si svolge nel video viene soddisfatta. L'ambientazione notturna e isolata, la musica di sottofondo e il titolo, Dark Messages, suggeriscono una situazione da thriller: gli elementi necessari ci sono tutti, quello che manca sono le azioni decisive. Non sappiamo chi sono gli uomini che vediamo, che cosa fanno, perché una persona viene portata via in barella e che cosa sarà di lei. Ma la nostra fantasia ha tutti i mezzi per completare la storia. Il racconto è ispirato alla nostra esperienza quotidiana: ogni giorno sentiamo notizie e viviamo situazioni che non sappiamo spiegarci e che interpretiamo con superficialità. È proprio uno di questi momenti che Mangano mostra in Dark Messages, ponendo ironicamente uno specchio davanti allo spettatore. Vorremmo sapere come prosegue la storia e invece, come capita tante volte nella realtà, il nostro desiderio rimane inappagato.
Domenico Mangano (Palermo, 1976) ha tenuto personali presso numerose gallerie e ha partecipato a mostre collettive al PAN Palazzo delle Arti di Napoli, all'I.S.C.P. International Studio & Curatorial Program, Open studio di New York, a Villa Rufolo di Ravello, al Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia e a Manifesta 4, Francoforte. Vive e lavora a Palermo.
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